Differenze tra informare e comunicare

C’è come un filo rosso che unisce informazione e comunicazione. Parole che si riferiscono a due ambiti diversi ma che talvolta si sovrappongono.

La parentela più evidente tra i due settori è probabilmente nel processo con cui si danno informazioni e comunicazioni. La comunicazione, così come l’informazione, parte da qualcosa, una sorgente, ed arriva a qualcos’altro, potremmo dire, un “ricettore”.

Questa similitudine, può creare anche dei problemi. Uno in particolare, il rischio che il mondo dell’informazione (intendendo con ciò web, tv, giornali, radio, etc.) spacci per informazione qualcosa che non è informazione ma una comunicazione (pubblicitaria, ad esempio).

Un po’ riflettendo, un po’ ricercando, ho provato a sintetizzare le differenze fondamentali tra informazione e comunicazione in modo da chiarire entrambi i concetti, come sempre, ma soprattutto in questo caso in cui la questione è abbastanza ingarbugliata, sono i benvenuti tutti i contributi che vorrete condividere tramite i commenti.

Per prima cosa diciamo che queste due parole hanno usi abbastanza complessi. Ho già scritto di come l’informazione non sia solo l’informazione in senso giornalistico così come, del resto, la comunicazione non è solo “il settore della comunicazione”.

Si tratta in realtà di due parole che, come accade spesso, hanno condensato nel corso degli anni un variegato stuolo di significati, in cui credo sia interessante addentrarsi un po’.

Ecco comunque le differenze, secondo me, più importanti tra l’informazione e la comunicazione:

  • Osservando come spesso usiamo questi termini mi sono accorto di come tendenzialmente consideriamo l’informazione una parte della comunicazione, come qualcosa di contenuto in una comunicazione. Comunicazione viene spesso inteso come un concetto che abbraccia una serie più ampia di significati e situazioni.
    Ha quindi senso dire che le informazioni, soprattutto quelle giornalistiche e quelle tra persone, vengono date all’interno di un “processo comunicativo”.
    In molti casi si può intendere quindi la comunicazione come un processo complessivo, l’informazione come il contenuto di tale processo.
  • L’informazione sembra muoversi in un, seppure generico, ambito conoscitivo. Una informazione è tale perchè trasmette una conoscenza, magari inutile o irrilevante, ma comunque sembra avere a che fare con la conoscenza. In molti casi sembra essere un po’ la parente povera della conoscenza.
    Il concetto di comunicazione sembra invece muoversi nell’ambito del rapporto interpersonale. Talvolta entrare in comunicazione ed entrare in relazione sono praticamente sinonimi, indipendentemente da se c’è o no il passaggio di una conoscenza.
  • L’informazione ha spesso a che fare con la novità. Ciò avvicina l’informazione al dare notizie. Una informazione è solitamente “qualcosa” che non sappiamo o non ricordiamo. Si chiede una informazione, generalmente, perchè non si sa qualcosa. Un articolo informativo è un articolo che contiene informazioni che si ritiene non siano conosciute da tutti, o che comunque vengono presentate in modo nuovo.

    Anche questo non è vero sempre, dipende da cosa si intende per informazione. Generalmente il modo di intendere una informazione lega questo concetto al nuovo, ma vi è anche un altro modo di intendere l’informazione, anch’esso diffusissimo, per cui l’informazione diviene un concetto abbastanza neutrale. Faccio un esempio. Se dico ad una ragazza: “Quanto sei bella!”, questa espressione non viene considerata generalmente una informazione. E non lo è.

    Se pronuncio questa frase non mi interessa, ovviamente, dare alla ragazza in questione l’informazione che è bella. E tuttavia intendendo “informazione” in modo estremamente asettico, pronunciando tale frase io do una informazione. Faccio sapere alla ragazza che io penso che lei sia bella, in questo caso (come in molti altri) ovviamente la parola informazione non ha alcun rapporto con il nuovo.

    Questo solo per iniziare a far capire quanto informazione sia in realtà un concetto sfuggente. In ambito giornalistico ed in molte altre situazioni interpersonali, comunque, usiamo il termine informazione avvicinandolo in qualche modo al nuovo e al dare notizie.

  • L’informazione è strettamente legata all’oggettività della conoscenza che viene trasmessa. In genere il “mondo dell’informazione” è un mondo legato ad una realtà dei fatti che può essere verificata. Parlare di correttezza o di verità di una informazione è cosa comune. In gran parte dei casi in cui si parla di informazione, se una informazione è vera o no è uno dei punti cruciali. Ciò non toglie, ovviamente, che le informazioni possano essere false o incomplete.

    La comunicazione è molto meno legata all’oggettività dei fatti e molto di più ad una sfera intersoggettiva in cui raramente siamo soliti parlare di informazione o “scambio di informazioni”. Parlare con gli amici è sicuramente un esempio di una possibile comunicazione in cui la realtà fattuale di ciò che si comunica può essere semplicemente irrilevante (“Ciao!”).

    Esempio paradossale è la comunicazione pubblicitaria che si è largamente slegata dalla realtà fattuale di ciò che comunica e che invece spesso si “innalza” al di sopra dell’informazione, ad esempio, “comunicando un mondo, uno stile di vita, un brand”, come talvolta si sente dire.

  • Una delle finalità dell’informazione è spesso quella di fare in modo che il destinatario ne sappia di più. Si può dire che dei due poli dell’informazione il più importante è forse proprio il destinatario. Tanto è vero che il destinatario di una informazione è sempre un essere umano, la sorgente dell’informazione non sempre (ad esempio lo studio di un vulcano può dare ad una ricercatore informazioni preziose).

    Nella comunicazione in senso lato tale finalità è molto più rara, i due poli della comunicazione sono spesso sullo stesso piano (la chiacchierata tra amici, ad esempio); spesso la comunicazione interessa più chi comunica di chi riceve la comunicazione (nel caso della comunicazione pubblicitaria, per esempio).

  • L’informazione ha in genere una direzione univoca. Qualcuno o qualcosa informa, qualcuno recepisce. Si può ovviamente scambiare informazioni con qualcuno, ma in tali casi si tratta di più “processi informativi”, per così dire. All’interno di un singolo “processo comunicativo” lo scambio è invece frequentissimo, probabilmente, ineludibile.

Ovviamente il tema è amplissimo, e si è scritto molto a riguardo, questo è solo per dare una distinzione di massima utile per iniziare una breve ricerca sui due concetti, di cui comunque parlerò ancora.

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