Dinamica delle informazioni: il quadrato della ricezione

Riprendo il discorso sulle informazioni, ché per la mia professione è davvero importante.

E per prima cosa penso: “cavolo son già due mesi da quando Alkahest muoveva i primi passi!”

Ed in effetti in questi due mesi qualcosina su questo tema già la si è scritta. Vorrei però avvicinarmi di più a quel grande “monstrum” che è internet.

Una cosa interessante venuta fuori negli articoli precedenti era che la diffusione delle informazioni si realizza solitamente (sempre?) all’interno di un processo. Un “gioco” di invio-ricezione delle informazioni. Esiste insomma, una dinamica dell’informazione.

Parto quindi da me stesso, dal modo in cui generalmente ricevo delle informazioni per iniziare ad affrontare questa “dinamica delle informazioni”.

1. La ricerca.

paperino Se si ha bisogno di una informazione, molto spesso la si può ricercare. Ciò è possibile perchè tale informazione esiste, da qualche parte. Senza addentrarsi nel senso nobile della parola “ricerca”, restando invece nell’ambito delle informazioni, si può dire che spesso le informazioni di cui abbiamo bisogno sono già state “depositate” da qualche parte.
Un esempio tipico di luogo in cui le informazioni sono state depositate è il libro, e quindi le biblioteche. Altro esempio che mi viene subito alla mente, ovviamente, è proprio internet. In fin dei conti la diffusione planetaria del web è avvenuta proprio grazie all’implementazione dei “motori di ricerca”.
Allora, un primo nesso possibile: la ricerca fatta sui libri, o anche “sul campo”, ha una lunghissima tradizione precedente ai “motori di ricerca”. Tradizione che si è poi condensata effettivamente da qualche parte, nella ricerca culturale e nella metodologia di tale ricerca. Soprattutto, così mi sembra, nella metodologia della ricerca storica. Abilità nel trovare informazioni, nel capire quali sono rilevanti e quali no, capacità di discernimento delle fonti e di intreccio delle stesse. Ma questo è il mestiere dello storico!

Allora forse per capire i “motori di ricerca” più che di esperti d’innovazione, abbiamo bisogno di storici. E questa piccola provocazione la metto da parte e la giro all’amico mio che fa sia lo storico che il professionista dei “motori di ricerca”.

Dicevo di internet e delle biblioteche, dove sono conservate incredibili quantità di informazioni…

Il punto è che nei libri, “dentro” internet, le informazioni ce le mette qualcuno. Alla fine la dinamica dell’informazione riguarda spessissimo le persone. Se la ricerca di informazioni non si rivolge a libri, siti etc. ma “direttamente” a delle persone, direi che abbiamo un differente modo di ricevere le informazioni, perchè tali informazioni vengono fornite, e poi recepite, a fronte di una specifica richiesta.

2. La richiesta.

Willy il Coyote

In questo caso, riceviamo una informazione come risposta ad una esplicita richiesta. “Scusi, sa l’ora?”.

La richiesta di informazioni è sempre un modo, alla fine, per trovare informazioni, potrebbe quindi essere considerato un sottoinsieme della ricerca di informazioni. Eppure in parte la dinamica è diversa, perchè coinvolge direttamente un altro che dovrebbe rispondere.

Se è immediatamente evidente quanto la “ricerca” delle informazioni sia stata fondamentale nello sviluppo di internet, sembra più complicato notare l’importanza della richiesta di informazioni nell’evoluzione del web.

In effetti l’idea del libero accesso alle informazioni è strettamente collegata alla nascita di internet. “Libero accesso” implica il fatto che si può trovare una informazione quando se ne ha bisogno (ossia, quando si cercano delle informazioni).

Nell’utilizzo iniziale di internet l’idea della richiesta diretta di informazioni da parte di qualcuno a qualcun altro sembra invece non esserci. C’è, forse, sin dagli albori di internet l’idea di mettere in comunicazione le persone, certamente anche per fare richieste e dare risposte, ma non solo per quello…

Vale però la pena di notare di come sul web si sia diffuso, anche con successi clamorosi, uno strumento particolare: il forum. Tale strumento che tutti conoscono, sembra di fatto la traslazione “internettara” di questa modalità tipica e fondamentale con cui si cercano informazioni, ossia chiedendole direttamente.

Oltre alla questione dei forum, si può sicuramente aggiungere che la richiesta diretta di informazioni ha sicuramente aiutato la diffusione del cosiddetto web 2.0.

La cosa però forse più importante è notare come di fatto i motori di ricerca vengono spesso utilizzati non per fare ricerche, ma per rispondere a domande. Questo Google lo sa, e sta lavorando sulla questione nei sui ciclici aggiornamenti di algoritmo: www.google.it/search?q=quanti+anni+ha+totti%3F

Questo modo di rapportarsi ai motori di ricerca ha avuto come presupposto l’aumento impressionante di informazioni presenti sul web. Sostanzialmente, ad un certo punto, quasi tutti gli utenti si sono resi conto che internet poteva rispondere a moltissimi dubbi ed hanno iniziato ad utilizzare i motori di ricerca esplicitando o sottintendendo una domanda.

Altro che modalità di ricerca storica! La risposta deve essere data subito (come avviene tra persone), e subito corretta.

Ci ritroveremo a chiedere l’ora a internet invece che ai passanti? www.google.it/search?q=che+ora+%C3%A8+a+new+york%3F

Questo trasferimento di una modalità tipica di rapporto tra persone, a una modalità di rapporto tra una persona e internet, non va probabilmente stigmatizzato. Ma certo un sottofondo inquietante ce l’ha.

[Breve inciso: se alle domande risponde Google, pensateci varie volte prima di aprire un forum nel 2014!]

3. Colpiti dall’informazione

Masso su Willy il coyote

Informazione, scrivevo, è tante cose differenti. Si può intendere l’informazione in modo molto “asettico” come ad esempio fa la teoria dell’informazione.

Avendo presente questo modo di intendere l’informazione ci si rende facilmente conto di come, in un certo senso, siamo sempre colpiti da informazioni.

Si può pensare alle parole che ascoltiamo come a delle informazioni che riceviamo. Lo stesso lo si può fare per ciò che vediamo e percepiamo.

Questa modalità di ricezione delle informazioni, per cui indipendentemente da ciò che noi vogliamo, ricerchiamo, chiediamo, veniamo colpiti dalle informazioni, fa parte senza dubbio della storia dei mezzi di comunicazione e di quella della pubblicità.

Pensando nuovamente ad internet, mi rendo subito conto di come tale modalità di ricezione dell’informazione sia diventata preponderante nei social network.

Se noi iniziamo a navigare non partendo da Google, ma da Facebook (come molti fanno), veniamo immediatamente colpiti da una serie di informazioni. Sono gli aggiornamenti di status dei nostri amici, delle pagine che seguiamo, le notifiche e, non da ultimo, le pubblicità.

La sfida tra questi due grandi colossi occidentali, Google e Facebook, è anche la sfida tra due differenti modalità di proporre, e quindi far fruire, le informazioni. Facebook e Google sono i “leader” in due ambiti in realtà diversi, in due diverse modalità di fruizione delle informazioni.

La sfida attuale sembra infatti essere: chi dei due competitors riuscirà ad assorbire la modalità di fruizione delle informazioni tipica del contendente? Facebook prova a potenziare i suoi strumenti di ricerca, Google ad unire ricerca e proposta di informazioni.

Questo perchè gli utenti, noi, continuiamo ad utilizzare internet per ricerche e richieste, ma al contempo apprezziamo anche i siti in cui le informazioni ci vengono proposte, secondo criteri che riteniamo validi, curiosi interessanti.

4. Ricezione mista.

Ho provato ad isolare e schematizzare alcune modalità di ricezione delle informazioni, diverse tra loro. La verità però è che la vita è un gran guazzabuglio.

duffy duck

Quasi sempre le tre modalità di ricezione delle informazioni sopra descritte sono mescolate. Pensiamo all’esempio della biblioteca. Certo, sto facendo una ricerca sull’informazione, e vado in biblioteca per studiare. Ma ovviamente io non so con precisione cosa trovo nel libro che sto per leggere. Ne ho un’idea, ma spesso, fortunatamente, nuove informazioni che non cercavo mi colpiscono.

Lo stesso vale su internet. Se io cerco l’età di qualche personaggio famoso su Google, nel frattempo vengo anche colpito da una serie di altre informazioni che non stavo cercando.

Questa modalità mista riguarda ogni aspetto dell’informazione. Ed il giornale ne è forse l’esempio più chiaro perchè ha, come dire, “istituzionalizzato” questo modo misto di fornire le informazioni. Se compro il giornale, probabilmente, cerco notizie ed informazioni sugli eventi del giorno. Ciò non toglie che lo compro anche perchè mi piace il modo in cui quel determinato giornale presenta tali informazioni che cerco e ne propone altre che invece non cerco.

Il giornale che ciascuno sceglie di comprare è quello che fornisce delle informazioni che si stanno cercando, e propone informazioni che invece lo colpiscono (il giornale è anche altro, ovviamente). Un modo di approcciare molto simile a quando si decide di visitare alcuni blog (quelli di settore, ad esempio).

Quantomeno per adesso, mi terrei da parte queste quattro differenti modalità di ricezione delle informazioni. Ne vien fuori un quadrato, il quadrato della ricezione:

Il quadrato della ricezione delle informazioni

Poi se vi vengono idee, può sempre diventare un pentagono…

🙂

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