L’impressionante pervasività delle informazioni

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Seppur mi interessa veramente poco, sono sicuro che verrò a sapere chi vincerà il mondiale in Brasile. E’ probabile inoltre che non me lo dirà qualcuno, un amico, un conoscente, il vicino…ma lo verrò a sapere tramite qualche mezzo d’informazione.

Ci sono delle informazioni la cui pervasività fa davvero impressione, informazioni da cui è quasi impossibile non venir raggiunti. Informazioni che tra l’altro hanno spesso un’importanza molto relativa (se non nulla) per la nostra vita. Fenomeno che si accompagna alla più tradizionale scarsità d’informazione in altri ambiti.

E’ una specie di Giano questa informazione, da una parte le cose che non puoi non sapere, dall’altra le cose che è meglio che tu non sappia.

Non si tratta solo della finale del mondiale, ovviamente. Di quante notizie politiche totalmente inutili siamo venuti a conoscenza?

Uno dei motivi per cui si è giunti ad un tale livello di pervasività di alcune informazioni è sicuramente legato alla quantità di informazioni.

In un articolo precedente segnalavo alcuni numeri relativi alla complessiva quantità di dati presenti nell’universo digitale. Intendendo in un modo molto neutro “informazione” tali dati sono praticamente sempre informazioni. Ma anche intendendo l’informazione in modo più stretto, più “umanistico”, bisogna senz’altro dire che una parte di questi dati sono effettivamente informazioni.

Si tratta di tantissime informazioni a livello quantitativo, non per forza qualitativo. La pervasività della notizia “chi vincerà il mondiale” è sostanzialmente una questione quantitativa. L’informazione infatti di fondo sarà una sola: “la squadra x ha vinto il mondiale”. Solo sarà ripetuta un numero immane di volte da fonti, media, persone differenti….Finchè non giungerà a me.

La qualità della notizia, continua tuttavia ad avere un ruolo importante anche in questo esempio. E’ evidente che altre informazioni, tipo che il cane di mia zia si è fatto male ad una zampa, non raggiungeranno un tale livello di pervasività. E’ altrettanto chiaro che la notizia sarà veicolata in modi qualitativamente diversi tra loro. Ci sarà chi descrive la partite, chi fa una battuta su Facebook, il servizio al telegiornale, il video dei gol etc..

In questo esempio conta quindi molto la quantità delle informazioni, conta la qualità, ma conta anche la dinamica delle informazioni ed in particolar modo il fatto che ci siamo abituati a venire colpiti dalle informazioni.

Un’altra cosa interessante infatti è che non solo siamo praticamente sicuri di venire a sapere chi vincerà il mondiale ma anche che con altissima probabilità sentiremo più volte questa informazione. Due o tre amici di Facebook scriveranno sicuramente qualcosa a riguardo, su Twitter la finale sarà nei trending topics per giorni, il telegiornale passerà sicuramente la notizia così come i quotidiani online…Un esempio di come la dinamica dell’informazione sia articolata.

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